di Alekos Panagulis titolo originale: I write you from a prison in Greece
Edito in Italia da Rizzoli (1974)
IL MIO INDIRIZZO
Un fiammifero per penna
Sangue versato in terra per inchiostro
L'involto di una garza dimenticata per foglio
Ma cosa scrivo?
Forse ho solo il tempo per il mio indirizzo
Strano, l'inchiostro s'è coagulato
Vi scrivo da un carcere
In Grecia
MY ADDRESS
A match as a pen
Blood on the floor as ink
The forgotten gauze cover as paper
But what should I write?
I might just manage my address
This ink is strange; it clots
I write you from a prison
in Greece
Carcere militare di Boiati, isolamento 5 giugno 1971 – dopo un pestaggio
Military Prisons of Bogiati, 5 June 1971 – after beating
PROMESSA
Le lacrime che dai nostri occhi
vedrete sgorgare
non crediatele mai
segni di disperazione
Promessa sono solamente
Promessa di lotta.
PROMISE
The teardrops which you will see
flowing from our eyes
you should never believe
signs of despair.
They are only promise
promise for Fight.
Carcere militare di Boiati, isolamento Febbraio 1972
Military Prisons of Bogiati, February 1972
NEMESI
Non dimenticare
Non dimenticare mai
Non devi dimenticare
Carcere militare di Boiati, isolamento Marzo 1972 – scritta dopo una bastonatura particolarmente selvaggia e durante uno sciopero della fame
LA TINTA
Ho dato voce ai muri
gli ho dato voci
perché mi facciano un po’ di compagnia
I secondini cercano e ricercano
dove ho trovato la tinta
I muri della cella
tengono il segreto
i mercenari frugano e rifrugano
E lo stesso non trovano la tinta
Non gli è venuto in mente
di frugarmi le vene
THE PAINT
I gave life to the walls
a voice I gave them
more friendly so that would become my company
and the guards asked
to know where they could find the paint
The walls of the cell
kept the secret
and the mercenaries searched everywhere
but paint they could not find
Because they did not think for one moment
that they should search into my veins
Carcere militare di Boiati, Giugno 1971
Military Prisons of Bogiati, June 1971
ANNAFFIALO
Non piangere per me
sappi che muoio
non puoi aiutarmi
Ma guarda quel fiore
quello che appassisce, ti dico
Annaffialo
Settembre 1971
QUARTINE D’AUTUNNO
E’ diventata dura la vita
non si riesce a trovare
neanche un Cristo
chi crocifiggeremo?
Sono nato senza che sapessi il perché
piangendo ho affrontato il mondo
ora muoio sapendo il perché
senza piangere
Gennaio 1972
DEVI VIVERE
Se per vivere, o Libertà
chiedi come cibo la nostra carne
e per bere
vuoi il nostro sangue e le nostre lacrime,
te li daremo
Devi vivere
Dicembre 1971
RICORDA
Cella che i tuoi muri
Sono scritti con le scritte della Lotta
a quanti verranno dopo di me
ricorda
tutti gli istanti che ho vissuto qui dentro
Se i miei pugni adesso non piegano le sbarre
e se il sangue che gocciola è il mio sangue
Non è questo che mi fa vergognare
Non hanno sangue le sbarre
Diglielo tu
Le sbarre erano dure
deboli i miei pugni
E per i giorni che mi hai visto soffrire la fame
Tanti giorni
E per i miei occhi che hai visto piangere
e le mani contratte
E per quanto ho lottato contro la morte
(ospite così subdola nella mia cella)
E per le ore di solitudine infinita
E i giorni gelati dell’Inverno
E per gli scatti d’Ira
e soprusi e il dolore
E per i tanti sforzi
e i bruciori incessanti della febbre
E per il mio disprezzo
Che così evidente dimostro ai tiranni
Ricorda
Non c’è istante che voglio che si dimentichi
E non c’è un istante che mi vergogni
Giugno 1971
SCINTILLE
Ogni scintilla
promessa di fuoco
E ci sono migliaia di scintille
Qualcuna di queste
accenderà il fuoco
Giugno 1973
COSTRUISCO
Istante non resta per riflettere
Giorno e notte
costruisco la Risurrezione
Costruisco abbattendo
Ottobre 1969 – Scritta nei giorni in cui scavavo con un cucchiaio il muro della mia cella
TRISTICO
Non dimenticare le pietre focaie
e ricorda sempre le fiaccole
Forse un giorno si spegneranno le luci
1971
ANDIAMO AVANTI
Vestiti di ferite
-vecchie e nuove-
e caricati con le ferite dei morti
andiamo avanti
Invece di trombe
lamenti di dolore
invece di armi
ossa di amici uccisi
Nel sangue che battezza le bandiere
-simboli della lotta-
e sventolano al vento dell’ira
Nere ali di falchi neri
nascondono il sole
Indecifrabili grida
minacce e minacce nell’oscurità
E noi colpiamo l’oscurità
-ossa di amici le nostre armi-
e alle minacce
rispondono le ferite
sputando sangue
e andiamo avanti…
1971
VERRA’ IL TEMPO
Voci soffocate
occhi torbidi
pugni chiusi
Niente luce
Lampi da qualche parte
dentro i cuori
ma di luce non ne esce
tuoni singhiozzi
Fuoco si accenderà
verrà il tempo
da carne e sangue
nasce la luce
Agosto 1971
L’OMBRA
Amai tanto la luce
Che riuscii ad accendere una candela
ma sprecai quella piccola luce
Ma prima di provarne gioia
disperato ebbi la sensazione
di proiettare anche altrove un buio pesante
Perché la stessa luce che io trattenevo
con l’ombra del mio corpo
colmava di buio le mie strade
Febbraio 1971
LUCE IN NESSUN POSTO
Vuoto
Il terrore incerto vi si lancia
Silenzio per un poco
Grida lo affogano
Luce in nessun posto